Nel fashion, secondo i dati condivisi nella puntata da Irene Rossetto di OneStock, fino al 30-40 per cento dei prodotti risulta esaurito sull’ecommerce pur essendo fisicamente nei negozi: vendite che il sistema non vede, e quindi non realizza. È questa la ragione per cui un Order Management System non è un costo IT, ma una leva diretta sul fatturato. Ne parliamo in questa puntata di Ecommerce Jungle dedicata alla gestione ordini omnicanale.
Un OMS ecommerce è un sistema di orchestrazione: si collega a tutti i canali di vendita e agli strumenti di back end e decide, ordine per ordine e in tempo reale, come evadere al minor costo. È il direttore d’orchestra, non il magazzino che esegue. A differenza dell’ERP, che custodisce scheda cliente, contabilità e operazioni, nasce per gestire ogni vendita in tempo reale mettendo al centro l’esperienza del cliente. OneStock lo definisce un DOM, un sistema di gestione ordini distribuito.
Il cuore dell’omnicanalità è l’inventario unificato: un unico stock virtuale, in tempo reale, al posto di silos separati per ecommerce, negozi e marketplace. Quando la non-disponibilità crolla, secondo OneStock fino a circa il 5 per cento, il brand torna a vendere prodotti dati per esauriti, con un doppio vantaggio: un incasso che prima non esisteva e lo svuotamento dello stock di negozio a prezzo pieno, evitando le svalutazioni di fine stagione. Un dato pubblico citato è Pittarello, che al go-live dell’OMS ha registrato un più 58 per cento sulle vendite, poi assestatosi in modo organico.
La delivery promise calcola dinamicamente le opzioni di consegna per ogni carrello — ritiro in negozio tra un’ora, consegna in giornata, standard: trasparenza che converte, con Longchamp che secondo OneStock ha ottenuto un più 12 per cento sul tasso di conversione. Lo ship from store trasforma i negozi in nodi di evasione e, grazie all’allocazione competitiva in cui l’ordine va al primo negozio che lo reclama, riporta il tasso di cancellazione dal 15-20 per cento medio a circa il 5. Attorno ruotano click and collect, endless aisle e reso omnicanale, con un’unica logica: la vendita non si perde, e le richieste WISMO si abbattono con comunicazioni proattive.
Un OMS vive di integrazioni: ERP, WMS, POS, CRM e corrieri lato back end; ecommerce e marketplace lato front end. OneStock fa parte dell’ecosistema MACH, con architettura a microservizi API-first e connettori per Shopify, Magento e Salesforce. Qui la prospettiva di SEISNET è chiara: un OMS non si “accende”, si integra e si governa, dalla strategia ai dati, dagli strumenti alla governance. Sul fronte dell’intelligenza artificiale la rotta è doppia: orchestrazione configurabile in linguaggio naturale e apertura all’agentic commerce, con i dati di disponibilità esposti agli agenti tramite standard come l’MCP. La direzione del settore è una sola: dalla Unified Commerce alla Unified Stock, dove la separazione tra negozio ed ecommerce semplicemente scompare.