Per oltre vent’anni il traguardo è stato uno: il primo posto su Google. Ma oggi il cliente spesso non cerca più, chiede. E a rispondere è sempre più ChatGPT, che può citare il tuo ecommerce oppure quello del concorrente. È il tema della puntata di Ecommerce Jungle con Lara Vedovato, SEO Expert dal 2002 e founder di Madam Agency.
Il tormentone torna ciclico: la SEO è morta? No, risponde Lara, è semplicemente cambiata. Resta la disciplina di sempre — farsi trovare online — applicata a piattaforme nuove. Accanto alla SEO classica nascono la GEO ecommerce (Generative Engine Optimization), l’ottimizzazione per i motori generativi come ChatGPT e Gemini, e l’AEO (Answer Engine Optimization), pensata per i sistemi che restituiscono una risposta diretta invece di un elenco di link.
Quello che un ecommerce manager deve cogliere è il cambio di abitudine: non più due parole chiave nella barra di ricerca, ma domande estese, contesto e bisogni. Al posto dei dieci link blu arriva una risposta già pronta — spesso l’AI Overview di Google — con poche citazioni. I click diminuiscono, ma chi arriva è più propenso a comprare: si fida, perché la fonte gliel’ha suggerita l’AI.
Immagina due negozi che vendono lo stesso prodotto, allo stesso prezzo. ChatGPT ne cita uno e ignora l’altro. La differenza, spiega Lara, è l’affidabilità. Un motore generativo non può sbagliare una risposta, quindi cerca conferme: legge ciò che scrivi sul sito, ma verifica che sia coerente con quello che di te dicono gli altri — recensioni, marketplace, menzioni, fonti ufficiali.
Capire come farsi citare da ChatGPT significa quindi curare due fronti insieme: la chiarezza di ciò che pubblichi e la coerenza di ciò che esiste fuori dalle tue pagine. È la fine dell’economia dello slogan: l’AI non si emoziona davanti a un claim o a un testimonial, premia il fatto verificabile e il dato strutturato.
È qui che si vince la partita, ed è il fronte più trascurato. Lo strumento centrale si chiama schema.org: i dati strutturati. Sono etichette dentro il codice, invisibili all’utente, che dicono al motore cosa sta leggendo — nome prodotto, SKU, prezzo, varianti, recensioni, fonti ufficiali del brand. Il bot AI ha poche risorse e non legge la pagina come una persona: legge il codice ed estrae le informazioni.
Da qui scelte molto concrete. Le schede prodotto duplicate o copiate dal fornitore confondono i motori: meglio una pagina unica che dichiari le varianti, anziché ventiquattro pagine per ventiquattro colori. Le pagine categoria non vanno riempite di vecchio testo SEO, ma devono spiegare a chi servono i prodotti e quali problemi risolvono. E per evitare allucinazioni — un prezzo errato, una compatibilità inventata — serve coerenza assoluta tra sito, feed merchant e canali esterni.
Bloccare i motori AI nel robots.txt oggi è un autogol: per essere citato devi farti scansionare. Sta emergendo anche un nuovo file, l’LLMs.txt, non ancora ufficiale ma utile a guidare gli agenti AI dentro il sito. E si può già misurare: il traffico da ChatGPT, Perplexity o Claude entra come referral in Google Analytics, mentre Bing Webmaster Tools, Search Console e Semrush iniziano a mostrare con quali keyword vieni citato nelle risposte AI.
Il metodo di Lara è pragmatico. Primo: verifica lo stato reale della SEO del tuo ecommerce, senza darlo per scontato. Secondo: prova su ChatGPT, Gemini e AI Overview i prompt che farebbe un tuo cliente; se non compari, studia i concorrenti citati e capisci cosa hanno in più. Terzo: implementa. Da evitare, invece, i software che promettono di “hackerare” la visibilità AI: è un terreno troppo giovane, va capito sul campo.
La strategia di posizionamento è il mestiere di agenzie come Madam; la solidità tecnica che la rende possibile è il nostro. In SEISNET lavoriamo sull’architettura dell’ecommerce, sui dati strutturati, sulla velocità, sulla gestione delle varianti e sulla coerenza del catalogo: tutto ciò che rende un negozio leggibile dai motori AI prima ancora che dalle persone. È il livello che trasforma una buona strategia GEO ecommerce in risultati concreti.
Ascolta la puntata completa di Ecommerce Jungle con Lara Vedovato su YouTube, Spotify e Apple Podcasts. E se vuoi sapere quanto il tuo ecommerce è pronto per la ricerca AI, parliamone.